TAVOLI IN LEGNO E RESINA EPOSSIDICA: TAGLIO E PIALLATURA DEL LEGNO

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Un passaggio spesso sorvolato nei vari tutorial lanciati in rete ma che, in realtà, determina la buona riuscita del nostro manufatto in legno e resina epossidica.

Il taglio e la piallatura del legno è uno step preliminare ma al contempo fondamentale se vogliamo procedere con la realizzazione del nostro tavolo.

Dunque scopriamo insieme in che modo possiamo prima tagliare e poi piallare il legno selezionato per il nostro tavolo.

Trattandosi di legno massiccio, di spessore variabile a partire da 3 cm, sconsiglio il taglio manuale con la cara e vecchia sega del nonno. Certo manterrà il suo fascino invariato nei secoli avvenire ma il dispendio di energia sarebbe consistente, per non parlare poi del tempo impiegato e degli scarsi risultati in termini di precisione.

Da evitare anche il seghetto alternativo, più adatto per tagli di piccole dimensioni e di massima precisione.

Per chi di voi non fosse munito di una sega da banco, non lo sono nemmeno io, consiglio una sega circolare. Sul mercato ne troviamo di svariati modelli, anche abbastanza economici, l’importante è procurarsi una lama adatta al taglio del legno massiccio e di buona qualità, questo vi garantirà un taglio preciso e una durata della lama di gran lunga superiore a lame economiche.

Prima di procedere al taglio è necessario squadrare i bordi delle nostre travi, per fare questo o ci muniamo di una squadra graduata oppure, metodo molto casereccio, poggiamo le assi di legno su di un piano delle dimensioni finali del nostro tavolo, ovviamente già squadrato (questo basta richiederlo in fase di acquisto del piano), e andiamo quindi a tirare una riga con un pennarello nella parte del legno che tocca il piano all’altezza dei bordi dello stesso. Lo scalino creato tra legno in esubero e piano d’appoggio funzionerà da guida per la nostra mano da chirurgo.

Definiti i bordi, possiamo porcedere al taglio.

Ora se siamo dei mastri nel fai da te o comuqnue abbiamo una certa dimestichezza con seghe circolari ed affini potremmo tagliare senza l’utilizzo di una guida (assi o piastre metalliche su cui far scorrere la sega circolare in modo da ottenere un taglio netto e ben dirittto), sapendo che basterà seguire la riga appena segnata con il pennarello per ottenere un taglio sufficientemente diritto.

Vero anche che se state leggendo questo articolo dei Pro proprio non siete dunque vi spiego come crearsi una guida in modo pratico e veloce. Prendiamo un moraletto di legno, anche questi vengono venduti dritti salvo rarissime eccezioni ben visibili, ovvio che la misura del morale deve essere almeno pari se non maggiore alla lunghezza del nostro taglio. Poniamo il moraletto in posizione parallela alla nostra riga segnata con il pennarello, la distanza varia a seconda della larghezza della piastra della sega circorlare utilizzata, la mia per esempio è di 3 cm. Fissiamo le due teste del moraletto alla trave con due morsetti da legno. A fissaggio avvenuto accertiamoci con un metro che le due teste siano ancora equidistanti dalla riga tracciata. Solo dopo aver fatto questo possiamo eseguire, in totale sicurezza, il taglio del legno.

Bene, le travi sono state squadrate e tagliate alla perfezione (si spera), proseguiamo con il prossimo passaggio: la piallatura.

La piallatura è necessaria perchè funzionale al passaggio successivo, la colata. Di fatti la resina è un materiale autolivellante, pertanto anche la minima differenza di spessore tra i due o più travi utilizzati per il nostro tavolo andrebbe a compromettere l’estetica del nostro lavoro difficilmente rimediabile.

Come accenavo ad ignizio articolo, nei molti tutorial per la realizzazione di un tavolo in legno e resina epossidica che ho visionato, pochissimi accennano a questa fase che ritengo essenziale e obbligatoria.

Questo accade, a mio avviso, per due motivi:

1. Nella maggior parte dei casi o si sorvola per leggerezza oppure, e qui lancio una frecciatina, più semplicemente non si vuole scoprire tutte le carte in modo da indurre un principiante dapprima a sbagliare e quindi rivolgersi a chi fa questo tipo di lavorazioni di mestiere.

2. Molti tutorial, spesso e volentieri quelli americani, saltano letteralmente questo passaggio in quanto ne aggiungono uno successivo all’asciugatura della colata di resina, ovvero l’utilizzo di un centro lavoro dotato di punte da pantografo per spianare. In sintesi, il nostro tavolo ancora grezzo viene posto sotto questo macchinario dotato di diverese teste rotanti lamellate che in pochi minuti spianano il nostro tavolo a seconda della misura impostata.

A meno che non abbiate un centro lavoro d’avanzo nel vostro garage, leggete quanto segue per poter piallare le vostre travi e quindi proseguire con la lavorazione.

Per piallare in modo facile e veloce le travi del vostro futuro tavolo conosco un unico modo davvero efficace: riponete il vostro orgoglio da Mc Guyver e andate dal primo falegname di zona!!!

No, non sto scherzando…Difatti tutte le falegnameria, o almeno quelle che sono solito bazzicare, dispongono di un macchinario molto più basico del centro lavoro succitato ma ugualmente efficace e utile alla nostra causa: la pialla a spessore.

Si tratta di un macchinario molto semplice, dotato di una singola lama circolare che graduatamente spiana il legno poggiato nel piano sottostante. Graduatamente, mi raccomando. Facciamo un esempio: dispongo di un trave fresco di taglio spesso 6 cm ma voglio realizzare un tavolo da 5 cm. In 3/4 passaggi sotto la pialla spessore riusciremo a eliminare lo spessore in eccesso.

Attenzione, mediamente le pialle spessore lavorano fino a 50 cm di larghezza dunque, se abbiamo un trave di larghezza superiore o cerchiamo una falegnameria dotata di centro lavoro (difficilmente utilizzeranno il loro preziosissimo macchinario per te, piccolo Brico Man) oppure ci muniamo di una fresatrice di buon livello e ci attacchiamo una punta da pantografo per spianare come quella del centro lavoro. Mi è già passata la voglia.

Scherzi a parte, si, spianare con una fresatrice con la giusta fresa è possibile ma richiede davvero molta dimestichezza ed esperienza dunque il mio consiglio è quello di concentrarsi su lavorazioni alla portata delle rispettive capacità per non correre il rischio di sprecare sia tempo che denaro e demolire quindi le nostre aspettative.

Chiedo scusa se mi sono dilungato nella spiegazione ma davvero mi dovete credere quando dico che senza un adeguato lavoro di falegnameria preliminare è inutile cimentarsi nella produzione di un tavolo in legno e resina epossidica.

Vi ringrazio nuovamente per aver scelto il mio blog e i miei consigli, ci vediamo al prossimo post!!!

Andrea Toffanin

W.A.T. 1988

Wood & Resin Tailored With Love

 

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