Tavoli in legno e resina epossidica: la resina

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Un saluto a tutti i resinatori alla lettura!! Dopo una breve pausa produttiva siamo tornati nel nostro blog per continuare il nostro cammino verso il vostro primo tavolo in legno e resina epossidica.

Oggi il post dei post, l’attesa è finita… Finalmente vi possiamo parlare dell’elemento principe dei tavoli in legno e resina: la resina.

Nelle prossime righe vedremo come è composta, come prepararla, come applicarla e infine come farla asciugare.

Troppo dite?

Portate pazienza, come vi abbiamo sempre detto, realizzare un tavolo in legno e resina non è solo prendere due assi di legno e buttarci della resina in mezzo.

Bene, iniziamo!!

  • Che cos’è la resina epossidica e come è composta?

Wikipedia dice che la resina epossidica è un polimero termoindurente e noi ci fidiamo anche perchè mi sta gia venendo sonno…scherzo, credo…Si la resina è un polimero, dunque una macromolecola composta da diversi gruppi molecolari uniti a catena.

Non vogliamo fare il prof. di chimica ma questa definizione ci tornerà utile più avanti, fidatevi.

Questo liquido viene sempre accompagnato dal proprio induritore, un catalizzatore che i più etichettano come parte ‘B’, dove la parte ‘A’ è logicamente la resina.

Non tutte le resina hanno lo stesso rapporto di catalisi, di quelle testate sino ad ora abbiamo trovato resine extrachiare con rapporto 1:25, altre per medi spessori a 1:50 e infine quelle per spessori fino a 10 cm, dove per 1 kg di resina vengono utilizzati 0,65 kg di induritore.

Dunque è importare leggere molto attentamente la scheda prodotto che accompagna resina e catalizzatore prima di passare alla preparazione del composto, qui oltre al rapporto di catalisi troverete altri dati quali l’indice di viscosità e i vari timing che scandiscono i tempi di asciugatura e successiva lavorazione della resina indurita.

  • Come preparare la resina epossidica:

Prima di procedere alla miscelazione di A e B, è bene calcolarsi il volume dell’area da colare, sapendo che per ogni metro cubo saranno necessari circa 1000 litri di resina. Facciamo un esempio pratico: la mia colata misura 250x10x4 cm di spessore, dunque mi serviranno all’inicira 10 kg di resina, ovviamente catalizzata.

Calcolare il quantitativo di resina necessario è importante sia in termini economici (la resina non costa poco dunque perchè prenderne in esubero) che in termini qualitativi (se prendiamo troppa poca resina tanti cari saluti al nostro manufatto di pregio).

Resina ce l’abbiamo, catalizzatore pure, anidamo a miscelare il tutto.

Munitevi di una bilancia, anche quelle da cucina, preferibilmente con lo strumento ‘tara’ e di un misurino in plastica (caraffa o bidone), meglio se graduato giusto per avere il senso della misura.

Versiamo prima la resina, non troppo velocemente che sennò fa bolle, aspettiamo 5 minuti ed andiamo ad aggiungere il quantitativo di catalizzatore proporzionato.

Fatto questo partiamo con la miscelazione: lentamente e a sensi invertiti per almeno 10 minuti, questo perchè come accenavamo prima ogi molecola, e ce ne sono tante, di parte A, deve legare perfettamente con la parte B.

Appena versato il catalizzatore vedrete che si andranno a creare dei filamenti, bene, sappiamo che il nostro composto è pronto quando apparirà visibilmente omogeneo, ovvero quando non sarà più possibile distinguere resina dai filamenti di catalizzatore.

Mescolato bene il tutto, lasciamo riposare la miscela per altri 10 minuti, magri chiudendo o comprendo il misurino con un coperchio. In questi 10 minuti, la resina degaserà, facendo salire in superficie tutte le bolle d’aria createsi in fase di miscelazione.

  • Atteso il tempo dovuto possiamo procedere alla colata… E’ TUTTO VERO…

Prendiamo la nostra bella caraffona piena di resina e avviciniamoci alla cassa di colata, poniamoci a una distanza non superiore ai 20 cm dalla stessa e, sempre molto molto molto lentamente, versiamoci dentro la resina.

Calma e mano ferma sono essenziali…sennò arrivano le bolle.

Versato il composto nella cassa di colata (deve essere perfettamente in bolla), non ci resta altro che aspettare che il processo di indurimento arrivi al termine.

  • Tempi e condizioni di asciugatura della resina epossidica :

Per un risultato ottimale, la resina dovrebbe essere lasciata a riposo in ambienti deumidificati e a temperatura costante compresa tra i 18 e i 21 gradi. Dalla colata mediamente passano 72 ore prima del totale indurimento, consigliamo di aspettare il quarto giorno per procedere al distacco.

Ovviamente ricreare le condizioni perfette per colare e far asciugare la resina non è facile ma possiamo sempre e comunque utilizzare delle piccolare accortezze utili a preservare il lavoro svolto fino a qui:

  • Mai colare nei giorni di pioggia, troppa umidità;
  • In inverno coliamo nella ore più calde, in estate in quelle più fresche;
  • Mai far asciugare la resina all’aperto;
  • Mai cercare di accelerare i tempi di catalisi.

Ohhh fatta anche questa!!!!

Finalmente avete tutti gli strumenti per creare il vostro tavolo in legno e resina epossidica.

Attenzione però! Non è mica finita qui.

Nel prossimo articolo: distacco e levigatura.

A presto!!!

Andrea Toffanin

W.A.T. 1988

Italian Wood&Resin Design

Tailored with Love

 

 

 

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